12parole7pentimenti

Immagine dell'installazione 12parole7pentimenti con un uomo - spettatore in silouette guarda l'immagine proiettata su un muro del petto di una giovane donna con un segno rosso a forma di cuore sul seno destro.

Officina Orsi  / Rubidori Manshaft

Installazione di liquide parole di Rubidori Manshaft
22/24 ottobre – Partenza Hostel Marina, Cagliari (vedi mappa)

12parole_7pentimenti è un allestimento sonoro e visivo sul concetto di “parola liquida”
1video, 4luoghi pubblici, 16cuffie audio e un finale da portare a casa.
Un montaggio di stralci sonori rubati compone la drammaturgia di ogni traccia/racconto. Il racconto di storie. Le nostre storie.

3 repliche al giorno x 3 gg x 16 persone alla volta
22-23 ottobre: h. 17.30 – 19.00 – 20.30
24 ottobre: h 12.00 – 16.00 –  17.30

costo del biglietto: 1 euro
durata  90’
| vietato ai minori di 16 anni
gli spazi dell’itinerario presentano alcune barriere architettoniche.

prenotazione necessaria
Info e prenotazioni: 
339.7932095 | carovana.smi@gmail.com

Testi usb kay Roberta Dori Puddu
Voce attori usb key Daria Deflorian, Monica Piseddu, Cinzia Morandi
Voce giovani usb key Yuri Tre Re, Jessica , Matteo e/and Arianna Panizza
Collaborazione artistica Paola Tripoli
Post-produzione video Luciano La Rotonda
Audio editing Filippo Bubbico
Installazione e oggetti di scena RazzleDazzle
Produzione OfficinaOrsi (CH)
Co-produzioni FIT Festival Internazionale del Teatro e della scena contemporanea, Lugano / Festival Benevento Città Spettacolo / 
in collaborazione con Assessorato allo Spettacolo, Comune di Lecce
Con il sostegno Ernst Göhner Stiftung / LongLake Festival – Lugano
di PRO HELVETIA
Nell’ambito del progetto SWISS TIME con la Rete Finestate Festival

4temi: amore/morte/sesso/denaro

“Ho registrato, storie, pensieri, amori, emozioni, illusioni, inganni, fantasie erotiche, dolori, pentimenti, parole. Incontrato, a volte non conosciuto. Registrato, ma non intervistato.
Di tutto questo vi rendo partecipi”.

12parole7pentimenti, parla di noi, del ciclo che si ripete, dell’amore, del dolore, dell’umiliazione, dell’inutilità del verbo, della banalità del vivere, dello stupore della replica, della nostra vita, nelle vite degli altri.

Più che uno spettacolo è un esperimento sociale spiazzante, un’istallazione itinerante per 16 spettatori e 16 cuffie alla volta , in quattro luoghi pubblici della città. Un esperimento che l’artista ha sviluppato in due anni di peregrinaggio urbano, dando senso ad una sua abitudine: l’osservazione della vita e l’attenzione per le vite degli altri, racconti di vicini di tavolo al bar, ristorante, bus, tram, sale d’attesa, aeroporti, taxi etc, che ha portato, a posteriori, alle scelta dei temi: AMORE, MORTE, SESSO, DENARO.
L’itinerario termina con un dono che chiede per-dono e definisce il pentimento-ripensamento inteso come elevazione della propria vita ad opera d’arte.
Il ri-pensamento che certifica l’opera d’arte come autentica”.
Prova autenticante del gesto artistico insieme a quello del vivere.


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